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Francesco X.

Editor, MotorFomo

Francesco X.

Scrive di auto che sono arrivate seconde — perché qualcuno doveva farlo, e nessuno lo stava facendo bene.

41articoli pubblicati


Bio

Francesco X. è lo pseudonimo editoriale che firma ogni articolo di MotorFomo. Una sola persona, una sola voce, una rivista intera.

Ha guidato più Lancia rotte del necessario, conserva una collezione di brochure giapponesi degli anni Ottanta che non guarderà mai nessuno, e tiene un foglio Excel con le quotazioni d'asta dei modelli che il mercato dice di non considerare. Quando un'auto importante esce dal radar, è quello il segnale per scriverne.

Non lavora per nessun costruttore, non riceve auto in prova da uffici stampa, non firma contratti con concessionari né con case d'asta. Tutti gli articoli sono finanziati dalla pubblicità contestuale del sito e dalla rivista digitale.

Dove trovarmi


Articoli

  1. Lister LFT-C. Seicentosessantasei cavalli spesi per nascondere un giaguaro, cinque anni prima che lo nascondesse Jaguar

    Dieci esemplari, un V8 sovralimentato portato a 666 cavalli e una carrozzeria in carbonio costruita per far sparire ogni felino dalla vettura. Poi, nel 2024, Jaguar ha tolto il felino da sola.

  2. Autobianchi Y10 prima serie, la citycar che portò l'alcantara e il turbo dove non erano mai arrivati

    Ottantaquattro cavalli su tre metri e quaranta, un computer di bordo nel 1985 e tre serie speciali firmate da case di moda. Il mercato, all'inizio, non capì niente.

  3. Autobianchi Y10 seconda serie, quando l'iniezione mandò in pensione il turbo

    Fuori la Turbo, dentro la GT a iniezione. E poi la Mia con nove combinazioni di alcantara, la ego in pelle Poltrona Frau e una citycar blindata con la cassaforte optional.

  4. Autobianchi Y10 terza serie, l'ultima Autobianchi se ne va mentre chiude la fabbrica di casa

    Settembre 1992: arriva la calandra Lancia, arriva finalmente il condizionatore, e chiude Desio. Tre anni dopo il marchio nato lì nel 1955 si spegne per sempre.

  5. Aston Martin Virage 5.3, l'ultima Aston battuta a mano che nessuno ha voluto ricordare

    Costava più di una Testarossa, aveva i fari di un'Audi 200 e il V8 lo firmava a mano l'operaio che lo aveva montato. Poi arrivò la DB7 e il mondo si dimenticò di lei per trent'anni.

  6. OSCA 1600 GTV Zagato, l'ultima automobile dei fratelli Maserati — costruita dopo aver perso l'azienda che portava il loro nome

    Persero il marchio Maserati nel 1937. Dieci anni dopo aprirono una fabbrichetta alle porte di Bologna e passarono vent'anni a battere in classe automobili molto più potenti. Questa berlinetta di Ercole Spada è stata il loro ultimo lavoro.

  7. Toyota RAV4, l'automobile che ha inventato la categoria più redditizia del mondo e che oggi si compra con quattromila euro

    Nel 1994 nessuno capiva cosa fosse: troppo alta per essere un'auto, troppo civile per essere un fuoristrada. Trent'anni dopo il mondo intero costruisce copie di quell'idea, e la capostipite vale meno di uno scooter nuovo.

  8. Fiat 132, l'ammiraglia che negli anni di piombo viaggiava con la scorta e che oggi non si trova più nemmeno ai raduni

    Nove anni di produzione, tre serie, 650.000 esemplari e un bialbero Lampredi sotto il cofano. Era l'auto della Torino che conta, la più scortata d'Italia. Poi è diventata uno status symbol a rovescio, ed è sparita.

  9. Saab 900 Turbo, l'automobile costruita da gente che faceva aerei da guerra e che ha insegnato al mondo cos'è un turbocompressore

    Chiave dell'accensione fra i sedili, motore che in caso d'urto scivola sotto l'abitacolo, filtro antipolline quando nessuno sapeva cosa fosse. E un turbo gestito da una centralina che leggeva gli ottani della benzina. La svedese che ha reso normale una tecnologia da Formula 1.

  10. Fiat 124 Sport Spider, la scoperta che un americano disegnò per gli americani — e che divenne la Fiat più esportata di sempre

    Disegnata da Tom Tjaarda, mossa dal primo bialbero italiano con cinghia dentata firmato Lampredi, prodotta in quasi 200.000 esemplari — di cui l'85% finito negli Stati Uniti. La spider di Torino che conquistò l'America e vinse due Campionati Europei Rally.

  11. Ferrari Luce, la prima elettrica di Maranello non somiglia a nessuna Ferrari. Sarà la più divisiva di sempre?

    Quattro motori, 1.050 cavalli, una glass house a forma di conchiglia disegnata dallo studio di Jony Ive. Cinque posti, vetro Corning ovunque, una chiave a inchiostro elettronico. La Ferrari più rivoluzionaria di sempre è elettrica, e ha scelto Roma per dirlo.

  12. Aston Martin Bulldog, il prototipo da 200 miglia all'ora che ci ha messo 44 anni a mantenere la sua promessa

    Disegnata da William Towns, motorizzata con un V8 5.3 biturbo da 650 cavalli e portate fuori dai capannoni una volta sola, nel 1980. Quarantaquattro anni dopo, il suo conto in sospeso con la barriera dei 200 mph è stato saldato a Machrihanish.

  13. Honda S800 Coupé, la fastback giapponese che girava a diecimila e si nascondeva da Detroit

    Quattro carburatori, 791 cc, redline a novemila. Una coupé fastback nata per inseguire le inglesi, costruita come una moto, e prodotta in così pochi esemplari che oggi in Europa ne girano meno di dieci.

  14. Alfa Romeo SZ, il Mostro disegnato in diciannove mesi che Zagato non disegnò mai davvero

    Presentata al Salone di Ginevra del 1989 con il nome di progetto ES-30, costruita da Zagato a Terrazzano di Rho ma disegnata internamente al Centro Stile Fiat da Robert Opron e Antonio Castellana. 1.036 esemplari prodotti, più 284 della RZ cabriolet che la seguì. Un V6 Busso da 3 litri, una carrozzeria in composito stampato a iniezione, e una linea che la stampa specializzata ribattezzò immediatamente "Il Mostro".

  15. Jensen FF, l'auto inglese con il motore Chrysler che inventò la trazione integrale stradale prima che il mondo ne sentisse il bisogno

    Costruita a West Bromwich tra il 1966 e il 1971, fu la prima auto di serie con quattro ruote motrici permanenti — quattordici anni prima dell'Audi Quattro — e la prima con un sistema antibloccaggio in frenata. Tutto rigorosamente in versione guida a destra, perché la trasmissione non lasciava spazio per altro. Trecentoventi esemplari prodotti in cinque anni, e una storia che il mercato collezionistico non ha ancora finito di rivalutare.

  16. Ducati Paso 750, il primo Tamburini in Borgo Panigale e la Ducati che il pubblico non ha mai capito davvero

    Carenatura integrale, ruote da 16 pollici, un Weber doppio corpo preso da un'auto. Disegnata da Massimo Tamburini al ritorno da Bimota, presentata a Milano nel novembre del 1985, in produzione dall'estate del 1986. Quattromilaottocentosessantatré esemplari in tre anni e una storia di entusiasmi e amarezze che dura ancora.

  17. Iso Rivolta Lele IR6, la GT di Gandini che cambiò cuore quando General Motors disse di no

    Nata come pezzo unico per un cliente americano, presentata al Salone di New York del 1969, ribattezzata IR6 dal 1972 quando il V8 Corvette dovette lasciare il posto al Ford 351 Cleveland. Duecento chili in più, una sigla nuova, e la stessa carrozzeria di Marcello Gandini.

  18. Lancia Fulvia Sport Zagato, la coupé che nessuno voleva, che Zagato costruì comunque, e che Fiat fermò.

    Carrozzeria in peraluman, portellone elettrico, un V4 a quattordici gradi. Il capolavoro aerodinamico che trasformò Zagato da artigiano a semi-industriale, e che finì con l'arrivo di Fiat a Borgo San Paolo.

  19. Fiat 1500 Cabriolet Balbo — Due esemplari. Un barone romano. Un giovane disegnatore che stava per cambiare tutto.

    Una carrozzeria che nessuno ricorda, un designer che tutti conoscono, e una Fiat a sei cilindri che non avrebbe dovuto esistere nella forma in cui esiste.

  20. Honda EZ-9 - Il giocattolo più serio che Honda abbia mai costruito

    Plastica su tutto, niente marce, niente frizione. E sotto, un'anima da moto vera che i paddock di mezzo mondo non hanno mai dimenticato.

  21. Fiat Uno Turbo Mk2, il turbo che si è fatto adulto, e qualcuno non glielo ha mai perdonato

    Più veloce, più rifinita, meno sfacciata. La Uno Turbo del 1989 è l'erede che voleva fare le cose per bene.

  22. DeLorean DMC-12: l'auto che veniva dal futuro, forse.

    Acciaio inossidabile, porte ad ali di gabbiano, un V6 francese slung out back e una storia talmente assurda che Hollywood non ha dovuto inventarsi quasi nulla.

  23. Monteverdi Berlinetta. La GT svizzera che sfidò Maranello — con un V8 americano e l'orgoglio di Basilea

    L'espressione più avanzata dell'unico costruttore svizzero di granturismo. Tre esemplari la rendono una delle GT più rare al mondo.

  24. Datsun 240Z - L'auto che uccise le sportive inglesi e rese il Giappone un paese di cui aver paura

    Enzo Ferrari la definì il museo viaggiante unico al mondo. No, scusate, quella era un'altra. Ma la 240Z meritava un complimento altrettanto grande.

  25. Triumph Italia 2000 - La coupé anglo-italiana che Coventry rubò e Napoli non perdonò mai

    Meccanica inglese, carrozzeria italiana, tradimento aziendale. E il creatore che distrusse tutti i disegni per la rabbia.

  26. Ford Escort RS Cosworth - L'aereo da caccia travestito da auto... e una versione dedicata ad un Lancista

    Un pianale di Sierra, un motore da Formula 1, un alettone ispirato al Barone Rosso e il record di auto più rubata del Regno Unito. Benvenuti negli anni Novanta.

  27. Honda City Turbo II - Il bulldog tascabile con lo scooter nel bagagliaio

    L'unica hot hatch della storia che veniva venduta con una moto pieghevole nel cofano. E batteva le Aston Martin in accelerazione.

  28. Fiat Panda Italia '90. L'utilitaria che vinse i Mondiali, senza calciare un pallone

    Bianca come il gesso, con interni azzurri e copricerchi a forma di pallone. La Fiat Panda Italia 90 aveva 34 cv e tutta un'estate da raccontare.

  29. Autobianchi Coupé. Il prototipo che anticipò la X1/9, e sparì prima di nascere

    Un prototipo in vetroresina rossa al Salone di Torino del 1968. Motore centrale, alettone automatico, fari a scomparsa. La stampa impazzì. Fiat sorrise. Poi non successe nulla — se non tutto il resto.

  30. Volvo 850 T-5R. Quando Stoccolma mise un turbo Mitsubishi in una giardinetta e le diede una mano di giallo

    Era il 1994. Volvo stava correndo nel BTCC con delle station wagon. E per strada vendeva una familiare gialla da 240 cv. Nessuno dei due programmi aveva molto senso. Entrambi erano perfetti.

  31. Honda Accord Type R. La berlina di famiglia che nessuno si aspettava — e che quasi nessuno ricorda

    La berlina che si fingeva normale — e nascondeva i freni della NSX.

  32. Innocenti Regent. L'Allegro che l'Italia avrebbe potuto amare, se solo avesse avuto più tempo

    L'Allegro che l'Italia avrebbe potuto amare, e che la storia ha dimenticato troppo in fretta.

  33. Rolls-Royce Camargue — Troppo italiana per Crewe, troppo britannica per Torino

    L'eretica di Crewe firmata Pininfarina

  34. Colt Galant 2000 Turbo. La berlina familiare che nessuno si aspettava — e che quasi nessuno ricorda

    168 cv e i primi sedili reclinabili della storia. La berlina giapponese che batteva BMW e Saab senza che nessuno se ne accorgesse. Ne restano forse dieci.

  35. Alfa Romeo 12C Prototipo. L'anello mancante tra l'Alfa Romeo che fu e la Ferrari che sarebbe stata

    Un V12 segreto, cancellato dalla guerra, che collega Alfa Romeo a Ferrari e Porsche. Un esemplare unico ricomposto dopo 80 anni. La storia più incredibile che l'auto abbia mai taciuto.

  36. Ford RS200 - il mostro del Gruppo B che non ha fatto in tempo a vincere

    Un capolavoro ingegneristico del Gruppo B, arrivato troppo tardi per vincere — e rimasto leggenda per sempre.

  37. Iso Rivolta GT 300/340. Dai frigoriferi alla gran turismo, la storia più italiana che ci sia

    Dai frigoriferi alla GT, la folle storia della Iso Rivolta IR 300.

  38. Jaguar XJ13 - Il sogno proibito che non corse mai, e che qualcuno insegue ancora

    Il prototipo Le Mans che non corse mai. Per questo è diventato immortale.

  39. Lamborghini LM002. Il mostro che nessuno aveva chiesto — e che tutti volevano

    Un fuoristrada con il cuore di una supercar, costruito da una azienda sullo orlo del fallimento. Nessuno lo aveva chiesto. Tutti lo volevano.

  40. Suzuki SC100 Whizz Kid - La piccola giapponese che (quasi) conquistò il mondo

    Il kei car firmato Giugiaro che batteva le Porsche nei rally. Nessuno se lo aspettava.

  41. Mitsubishi Space Gear L400 Super Exceed 4×4 - Il furgone che non sapeva di essere un Pajero

    Otto posti, trazione integrale da fuoristrada, meccanica da leggenda. E nessuno se n'è mai accorto.