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Lister LFT-C. Seicentosessantasei cavalli spesi per nascondere un giaguaro, cinque anni prima che lo nascondesse Jaguar

Lister LFT-C verde con banda gialla vista di tre quarti anteriore

Lister LFT-C verde con banda gialla vista di tre quarti anteriore

Nel 2019 un preparatore inglese prese la Jaguar più veloce in listino, ne portò il V8 a seicentosessantasei cavalli, la rivestì di carbonio e — secondo chi la provò — fece un lavoro impressionante nel nascondere ogni giaguaro saltante presente sulla vettura. Persino quello stampato dentro il bordo delle maniglie a scomparsa. Cinque anni dopo, nel novembre del 2024, Jaguar ha tolto il giaguaro saltante dalla propria identità di marca, ha mandato in pensione la F-Type e il suo V8, e ha smesso di vendere automobili per un anno intero. Di quel felino, oggi, non resta molto da nascondere.


Anno 2019
Esemplari prodotti 10
Motore V8 5.0 sovralimentato, elaborazione Lister
Potenza 666 bhp (circa 675 cv), 720 Nm
Trasmissione Automatico 8 rapporti, trazione integrale
Layout Motore anteriore longitudinale, roadster 2 posti
Peso Non dichiarato da Lister
Velocità massima Oltre 330 km/h
0-96 km/h 3,2 secondi
Prezzo originale Da 139.000 sterline

Blackburn, estate 2019: dieci automobili e un numero che è una battuta

Sezione intitolata “Blackburn, estate 2019: dieci automobili e un numero che è una battuta”

La Lister Motor Company esiste dal 1954, ma quella che nel 2019 apre un quartier generale nuovo di zecca a Blackburn, nel Lancashire, non è la stessa azienda che correva a Le Mans. Il marchio, la proprietà intellettuale, i piani e i disegni di tutte le Lister storiche sono stati comprati nel 2013 da Lawrence e Andrew Whittaker, attraverso una società che si occupa di garanzie estese sulle automobili usate. È un dettaglio che sembra un aneddoto e invece spiega parecchio: quando il comunicato di lancio annuncia sette anni di garanzia su tutta la gamma Lister, fornita dal secondo operatore privato britannico del settore, non sta citando un fornitore terzo. Sta citando la proprietà.

La LFT-C nasce per un motivo prosaico e onesto: c’era gente che voleva la LFT senza tetto e Lister non aveva niente da venderle. La coupé LFT-666, arrivata l’anno prima, era prevista in 99 esemplari e le consegne erano cominciate a gennaio, con vetture partite per il Canada e l’Australia. L’allocazione dell’anno era esaurita. La versione scoperta arriva in dieci esemplari, prezzo da 139.000 sterline, con una lista di optional che il costruttore stesso definisce quasi illimitata.

E poi c’è il numero. Seicentosessantasei cavalli non è una cifra uscita da un banco prova: è una cifra uscita da una riunione. Il motore poteva fermarsi a 660 o arrivare a 670, ma 666 è il numero che si stampa sulle magliette, e una casa che vive di edizioni limitate lo sa benissimo. Una testata inglese, provandola, ha intitolato il pezzo symphony for the devil — che è esattamente la reazione che il reparto marketing sperava di ottenere.


Sotto il cofano c’è il cinque litri sovralimentato della Jaguar F-Type R, un motore che nella taratura di serie dichiarava 542 cavalli e 502 libbre-piede. Lister lo porta a 666 cavalli e 531 libbre-piede, che fanno 720 newton-metri. Sono 124 cavalli in più, ottenuti su un propulsore che era già il più potente del listino Jaguar dopo la SVR.

I numeri che ne escono sono seri: 3,2 secondi da zero a sessanta miglia orarie contro i 3,9 della F-Type R di serie, e oltre 205 miglia orarie di velocità massima — circa 330 chilometri all’ora — contro le poco meno di 190 della vettura di partenza. La coupé LFT-666 arriva a 208 miglia orarie, tre in più, che è la penalità aerodinamica del tetto che non c’è.

Ma la parte più interessante non è il motore: è il vestito. I pannelli sono in fibra di carbonio, progettati e prodotti da Lister nel Regno Unito, e sono tanti. Paraurti anteriore, splitter, minigonne, diffusore posteriore, labbro dello spoiler, passaruota posteriori allargati, calandra di disegno nuovo. Il diffusore ospita terminali di scarico maggiorati che servono a una cosa sola, cioè fare più rumore. I cerchi sono forgiati da 21 pollici, calzati Michelin.

Ed è qui che casca l’asino, o meglio il felino. Chi ha provato la vettura ha notato con ammirazione quanto accuratamente Lister avesse fatto sparire i giaguari saltanti: non solo quello della calandra, sostituito dal tondo verde e giallo Lister, ma anche quelli minuscoli stampati sul bordo interno delle maniglie a scomparsa, quelli che vedi solo quando apri la portiera. Un preparatore che spende soldi per cancellare il marchio del costruttore che gli fornisce l’automobile è una cosa che nel 2019 sembrava soltanto una scelta di posizionamento.

Dentro, invece, la Jaguar resta tutta. L’abitacolo della F-Type era spettacolare quando la vettura uscì, nel 2013, e regge ancora bene; a datarlo sono gli schermi, che nessun preparatore può riscrivere senza i miliardi di un costruttore vero. Quello che Lister può fare lo fa: ritappezzatura completa a mano in pelle Nappa di Bridge of Weir, la conceria scozzese, con trapuntatura a nido d’ape e il nome ricamato sui poggiatesta. Ogni esemplare è configurato dal cliente, dal disegno dei cerchi alla vernice.


Lister LFT-C, dettaglio degli interni in pelle Nappa gialla e nera


La capostipite della serie. Stessa meccanica, stesso kit aerodinamico, tetto fisso e tre miglia orarie in più di velocità massima. È la più facile da trovare oggi, il che in questo contesto significa che ogni tanto ne appare una.

La scoperta. Prende dalla coupé cerchi, scarico, sospensioni e freni, e aggiunge l’abitacolo cucito su misura. La targhetta numerata in argento massiccio sul coperchio motore è l’unica cosa che distingue fisicamente una delle dieci da una F-Type molto ben vestita.

Questa è la parte che raramente si racconta. Lister vendeva — e vende — i kit di carrozzeria e cerchi per qualunque F-Type del mondo, con prezzi che partivano da 9.750 sterline per stemma, paraurti e ruote. Le vetture che ricevono solo l’estetica, senza toccare il motore, si chiamano Lister LFT, senza numero di cavalli nel nome. È una distinzione onesta, ed è anche il motivo per cui conviene sapere esattamente cosa si sta guardando.


Il primo dato è il rumore, e non è un dettaglio: è la cosa che definisce l’automobile. Lo scarico è assordante indipendentemente dal pulsante della modalità sportiva, con il boato che arriva soprattutto in accelerazione tenuta, non nelle scoppiettate al rilascio. Chi l’ha guidata ha scritto che è come infilare la testa in una macchina per i popcorn, e che sarà il frastuono a farvi rallentare molto prima dell’istinto di conservazione. Con la capote abbassata, il concetto si amplifica.

La trazione integrale della F-Type R gestisce i 666 cavalli con più compostezza di quanta ne meriterebbe un numero simile, e lo sterzo è abbastanza rapido da divertire senza essere nervoso. Il problema, semmai, è sotto: lo splitter in carbonio è talmente basso che ogni dosso diventa un calcolo di probabilità, e in città la vettura procede a passo d’uomo trascinandosi dietro una coda di automobili come una roulotte in agosto. Il risultato è paradossale e centrato: quella patina di fragilità trasforma la LFT-C in una macchina da tirare fuori quando le strade sono libere. Una F-Type SVR — che costa quasi trentamila sterline in meno ed esce dalla stessa fabbrica — la usi tutti i giorni.

C’è poi la questione del nome. La F-Type elaborata Lister, alla presentazione, si chiamava Thunder. Poi è diventata LFT-666, e chi l’ha provata non se n’è mai fatto una ragione: raramente un nome è stato più adatto al rumore e all’atteggiamento di un’automobile. L’ipotesi in circolazione è che Lister lo stesse tenendo da parte per l’hypercar da mille cavalli che aveva annunciato.


Anima7/10

Ha il fegato di un marchio storico e l'anima di un allestimento speciale. Il V8 sovralimentato le regala una personalità che il resto del pacchetto non riesce del tutto a giustificare.

Guidabilità6/10

Velocissima e composta grazie alla trazione integrale, ma lo splitter in carbonio a pochi centimetri dall'asfalto le toglie la voglia di attaccare che invece una SVR incoraggia.

Rilevanza storica6/10

Nel 2019 era una curiosità. Oggi è l'ultima elaborazione seria del V8 Jaguar, su una vettura fuori produzione, di un marchio che si è cancellato da solo. Il tempo l'ha resa più interessante di quanto fosse.

Reperibilità2/10

Dieci esemplari nel mondo. Le occasioni pubbliche di comprarne una si contano sulle dita di una mano, e la coupé da 99 pezzi non è molto più facile.

Costo di gestione4/10

Meccanica Jaguar, quindi ricambi e assistenza esistono. Ma i pannelli in carbonio sono Lister e in dieci esemplari, e lo splitter è un materiale di consumo.

Il Verdetto del Lettore

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Lister LFT-C vista di tre quarti posteriore con diffusore e quattro terminali


Cinque anni dopo: chi nascondeva i giaguari e chi li ha nascosti davvero

Sezione intitolata “Cinque anni dopo: chi nascondeva i giaguari e chi li ha nascosti davvero”

Nel giugno del 2024 la Jaguar F-Type esce di produzione, dopo undici anni e mezzo di carriera cominciata nel dicembre 2012. Con lei se ne va l’ultimo V8 del marchio.

Nel novembre dello stesso anno Jaguar presenta la nuova identità. Il leaper, il giaguaro in corsa disegnato negli anni Trenta, esce dall’identità primaria e viene retrocesso a marchio secondario. Al suo posto arriva un logotipo con maiuscole e minuscole alternate e un monogramma che intreccia la J e la R. La filosofia si chiama Exuberant Modernism; il motto, recuperato da una frase del fondatore William Lyons, è Copy Nothing. Il film di lancio non contiene automobili. La reazione del pubblico è, per usare un eufemismo, ampia.

A dicembre arriva il concept Type 00, presentato a Miami: coupé elettrica lunga cinque metri e mezzo, senza montante centrale e senza lunotto, con una versione di serie annunciata sopra i 130.000 dollari. La battuta che gira in rete è che si chiami Type 00 come il numero di esemplari che venderà. Nel 2025 il marchio non vende sostanzialmente nulla: manda fuori produzione l’intera gamma precedente, termica ed elettrica, e resta in pausa. La versione definitiva della Type 00 è attesa nell’estate 2026, con le prime consegne all’inizio del 2027. Un sondaggio Harris dell’aprile 2026 registra familiarità e considerazione del marchio in calo.

Ora, rimettiamo le due storie una accanto all’altra.

Nel 2019 un preparatore del Lancashire spendeva soldi per cancellare i giaguari da una Jaguar, compresi quelli invisibili dentro le maniglie, e la stampa lo elogiava per la meticolosità. Nel 2024 Jaguar ha fatto la stessa identica operazione sulla propria automobile, ma su scala industriale e senza vendere niente per un anno. La differenza è che Lister, dopo aver tolto il felino, ci metteva sopra il proprio tondo verde e giallo e consegnava dieci automobili.

E c’è la seconda ironia, quella sul motto. Copy Nothing è una frase magnifica quando la pronuncia William Lyons nel Novecento. È una frase più difficile da sostenere quando il modello di business che ti sta accanto — quello di Lister — consiste letteralmente nel copiare qualcosa di tuo, rifinirlo meglio e rivenderlo a quarantamila sterline in più. Per anni quel copiatore ha campato sul fatto che tu facessi un V8 sovralimentato molto buono. Poi hai smesso di farlo, e ha smesso di campare anche lui: la Lister Stealth del 2020, il SUV da 666 cavalli su base F-Pace, è l’ultimo capitolo della serie, perché la materia prima è finita.

Non è una storia con i buoni e i cattivi. È una storia su cosa succede quando un’automobile smette di essere prodotta: tutto quello che le stava attaccato intorno — i preparatori, i kit, le edizioni da dieci pezzi — diventa improvvisamente archeologia.


Qui bisogna essere onesti, perché il mercato lo è stato in modo brutale. Nel marzo del 2020, dieci mesi dopo il lancio, l’esemplare numero uno dei dieci — la vettura dimostrativa della fabbrica, quella usata per le prove della stampa internazionale, con circa duemila miglia — è finita all’asta con una stima fra 70.000 e 100.000 sterline. Il listino era 139.000. È una perdita fra il ventotto e il cinquanta per cento in meno di un anno, sull’esemplare con la storia migliore che si potesse desiderare.

Il confronto con il resto del mondo F-Type completa il quadro. Una F-Type R di serie in buone condizioni con storia Jaguar completa si compra oggi sotto le 30.000 sterline. Una LFT-666 coupé, il numero due dei 99, è stata chiesta a poco meno di 86.000. Una Project 7 — che è una serie limitata costruita da Jaguar, non da un terzo — sta intorno alle 130.000. Il messaggio del mercato è nitido: la rarità di un preparatore vale meno della rarità della casa madre, anche quando il preparatore ha fatto un lavoro migliore.

Detto questo, la tesi rialzista esiste ed è nuova. Dieci esemplari sono dieci esemplari, il V8 sovralimentato Jaguar non si costruisce più, e il marchio da cui derivava ha appena passato un anno senza vendere automobili. Chi compra una LFT-C oggi non compra prestazioni — quelle si trovano a molto meno — ma un pezzo finale, con una data di scadenza già scritta nella storia industriale.

Condizione/TipologiaFascia stimataValutazione top
Lister LFT (solo kit estetico su F-Type)€35.000/50.000€55.000
Jaguar F-Type R di serie, termine di paragone€30.000/40.000€45.000
LFT-666 coupé, uno dei 99€90.000/105.000€115.000
LFT-C, uno dei 10, chilometraggio alto€85.000/110.000€120.000
LFT-C con numero basso e storia documentata€115.000/140.000+€150.000+

Trend: 📈 In risalita lenta da un crollo iniziale severo. Il motore fuori produzione e la vicenda Jaguar hanno cambiato la narrazione, ma il mercato è così sottile che ogni singola vendita sposta la media.


  • Il nome originale della F-Type elaborata da Lister era Thunder. Fu abbandonato in favore della sigla LFT-666 prima della produzione, e chi ha provato la vettura lo ha rimpianto pubblicamente: raramente un nome è stato più adatto al rumore che fa.
  • Lister appartiene a una società di garanzie auto. I fratelli Whittaker hanno comprato il marchio nel 2013 attraverso Warrantywise, e i sette anni di garanzia annunciati su tutta la gamma Lister venivano quindi dalla stessa proprietà.
  • Il legame con Jaguar comincia nel 1957, quando Lister ridisegnò la propria vettura da corsa attorno al sei cilindri in linea XK da 3,4 litri della D-Type. La LFT-C è l’ultimo capitolo di una relazione lunga sessantadue anni.
  • La Lister Storm del 1993 montava un V12 da sette litri, all’epoca il motore V12 di maggiore cilindrata mai montato su un’automobile di serie.
  • Nel 2016 Lister costruì dieci Knobbly Stirling Moss Edition con carrozzeria in magnesio, a un milione di sterline l’una. Lo stesso numero di esemplari della LFT-C, a un prezzo sette volte superiore.
  • Lawrence Whittaker ha raccontato che la LFT-C era per lui una soddisfazione personale perché amava le scoperte fin dalla sua seconda automobile, una MG Midget. Dalla Midget alla 666 cavalli è un salto che merita di essere registrato.
  • Le Lister storiche in continuazione — la Knobbly del 1957 e la Costin del 1959, quest’ultima carrozzata da Frank Costin — continuano a essere costruite in Cambridgeshire, a centinaia di chilometri dal quartier generale del Lancashire.

  • Accertati di quale Lister stai guardando. Fra una LFT-C, una LFT-666 e una F-Type con il kit estetico da 9.750 sterline la differenza di prezzo è enorme e quella di aspetto è minima. La prova è la targhetta numerata in argento sul coperchio motore: senza quella non è una delle dieci.
  • Lo splitter in carbonio è un materiale di consumo. È basso al punto che chi l’ha provata parlava di dossi come di un rischio concreto. Guardalo da sotto, non da davanti, e metti in conto che un ricambio per una serie da dieci pezzi non ha un listino.
  • La meccanica è Jaguar, e questa è la buona notizia. Il V8 sovralimentato AJ-V8 è un motore diffuso e ben documentato, con una rete di assistenza vera alle spalle. È tutto il resto — pannelli, cerchi, scarico — a essere Lister.
  • Verifica lo storico della garanzia. Le vetture uscivano con sette anni di copertura estesa fornita dalla proprietà stessa. Su un esemplare del 2019 quella finestra si è chiusa, ma la documentazione di quel periodo dice molto su come è stata tenuta.
  • Il chilometraggio conta più del solito. Su dieci esemplari, ognuno è un caso a sé: l’esemplare numero uno era la vettura stampa e aveva già duemila miglia dopo dieci mesi. Non esiste una media di categoria, esistono dieci storie individuali.
  • Metti in conto che il mercato non ti aiuterà a stabilire il prezzo. Con così pochi esemplari non c’è una quotazione di riferimento affidabile: si tratta a trattativa, e l’ultimo passaggio pubblico noto pesa più di qualunque listino.

La Lister LFT-C dichiara 666 bhp, pari a circa 675 cv, e 531 lb ft di coppia, cioè 720 Nm. Il motore è il V8 di cinque litri sovralimentato della Jaguar F-Type R, che nella taratura di serie eroga 542 bhp e 502 lb ft: l’elaborazione Lister aggiunge quindi 124 cavalli. Le prestazioni dichiarate sono 3,2 secondi da zero a sessanta miglia orarie e oltre 205 miglia orarie di velocità massima, circa 330 km/h.

Dieci esemplari in tutto il mondo, ciascuno con una targhetta numerata in argento massiccio fissata al coperchio motore. È la versione aperta della LFT-666 coupé, che di esemplari ne prevedeva 99. La LFT-C nasce perché la domanda di una LFT scoperta era alta e Lister non aveva niente da vendere a chi la voleva senza tetto.

Che differenza c’è fra una Lister LFT-C e una Jaguar F-Type R?

Sezione intitolata “Che differenza c’è fra una Lister LFT-C e una Jaguar F-Type R?”

Meccanicamente la LFT-C parte dalla F-Type R convertibile e ne rialza il V8 sovralimentato da 542 a 666 bhp, con scarico dedicato, sospensioni e freni rivisti e cerchi forgiati da 21 pollici. Esteticamente cambia quasi tutto il vestito: paraurti, splitter, minigonne, diffusore, spoiler e passaruota posteriori allargati sono pannelli in fibra di carbonio prodotti da Lister nel Regno Unito, e la calandra è di disegno nuovo. Dentro, l’abitacolo viene ritappezzato a mano in pelle Nappa di Bridge of Weir su specifica del cliente.

Il mercato è sottilissimo e i riferimenti pubblici sono pochissimi. Il dato più solido resta l’esemplare numero uno dei dieci, la vettura dimostrativa e da prova stampa con circa duemila miglia, offerta all’asta nel marzo 2020 con una stima fra 70.000 e 100.000 sterline a fronte di un listino di circa 139.000. Le LFT-666 coupé, molto più numerose, sono state chieste intorno alle 86.000 sterline. Chi compra oggi paga la rarità, non la performance: una F-Type R di serie si trova sotto le 30.000 sterline.

Cos’è la Lister Motor Company e che rapporto ha con Jaguar?

Sezione intitolata “Cos’è la Lister Motor Company e che rapporto ha con Jaguar?”

Lister nasce a Cambridge nel 1954 come officina meccanica di Brian Lister e diventa una casa da corsa. Nel 1957 ridisegna la propria vettura attorno al sei cilindri in linea Jaguar XK da 3,4 litri della D-Type: da lì comincia la linea Lister-Jaguar, che passa per la Knobbly guidata da Archie Scott Brown e Stirling Moss e arriva alla Storm del 1993, con il V12 di maggiore cilindrata mai montato su un’auto di serie all’epoca. Dal 2013 il marchio appartiene a Lawrence e Andrew Whittaker.

Si può trasformare una Jaguar F-Type in una Lister?

Sezione intitolata “Si può trasformare una Jaguar F-Type in una Lister?”

Sì, ed è una parte dichiarata del modello di business. Lister vende kit di carrozzeria e cerchi per tutte le F-Type del mondo, con prezzi che partivano da 9.750 sterline per stemma, paraurti e ruote. Le vetture che ricevono solo le migliorie estetiche, senza l’elaborazione del motore, si chiamano semplicemente Lister LFT, senza indicazione di potenza nel nome. Una LFT-C vera resta invece una delle dieci, con la targhetta numerata.


Motorfomo racconta le auto che arrivano seconde, e la LFT-C arriva seconda due volte. Arriva seconda alla Jaguar da cui deriva, perché il mercato paga più una serie limitata della casa madre che il lavoro migliore di un terzo. E arriva seconda alla propria narrazione, perché nel 2019 sembrava soltanto una F-Type molto cara e oggi è il commiato di un motore, di una carrozzeria e di un rapporto industriale durato sessantadue anni. C’è qualcosa di involontariamente perfetto nel fatto che il suo tratto distintivo fosse cancellare i giaguari: cinque anni dopo, quel lavoro l’ha finito Jaguar. Dieci esemplari nel mondo, e per una volta la rarità non è una trovata di marketing — è semplicemente quello che è rimasto.


Lister LFT-C vista dall’alto con le portiere aperte